La storia di Cristina Golinucci, scomparsa a 21 anni davanti al convento dei Cappuccini di Cesena: l’auto ritrovata, le indagini, i sospetti e le archiviazioni.
Cristina Golinucci aveva 21 anni quando scomparve nel nulla. Era il 1° settembre 1992 e quel pomeriggio era uscita di casa per raggiungere il convento dei Frati Cappuccini di Cesena, dove aveva un appuntamento con il suo padre spirituale. Da quel momento, di lei non si seppe più nulla.
L’unica traccia rimasta fu la sua auto, trovata parcheggiata nei pressi del convento. Nessun corpo, nessuna certezza, nessuna condanna. Solo una lunga serie di domande che, negli anni, hanno continuato ad accompagnare la madre Marisa Degli Angeli, diventata una delle voci più tenaci nella battaglia per la verità sulle persone scomparse.

Cristina Golinucci: l’ultimo appuntamento e l’auto davanti al convento
La giornata della scomparsa sembrava ordinaria. Cristina doveva recarsi dai Cappuccini per incontrare padre Lino, il frate che conosceva e con cui aveva un rapporto spirituale. Secondo le ricostruzioni, però, a quell’appuntamento non arrivò mai davvero. La sua macchina venne ritrovata lì, davanti al convento, ma di lei non c’era più traccia.
La famiglia denunciò la scomparsa e iniziò una ricerca che si sarebbe trasformata in un caso lungo decenni. Per la madre, Cristina non si era allontanata volontariamente: qualcosa sarebbe accaduto proprio in quell’area, prima che la giovane potesse entrare o incontrare chi stava cercando.
Negli anni sono stati effettuati sopralluoghi, ricerche con strumenti tecnici, controlli nel convento e nelle aree vicine. Sono state seguite piste diverse, compresi riferimenti a uomini che all’epoca frequentavano o gravitavano intorno all’ambiente religioso. Nessuna di queste piste, però, ha portato a una verità giudiziaria definitiva.
Le piste, le riaperture e una verità ancora assente
Uno dei nomi emersi nelle ricostruzioni è quello di Emanuel Boke, uomo che all’epoca era ospite del convento e che in seguito venne condannato per violenze sessuali. Il suo nome è rimasto al centro di sospetti e racconti controversi, ma non è mai arrivata una condanna per la scomparsa di Cristina.
Il caso è stato più volte riaperto e poi archiviato. Nel 2024 il gip del Tribunale di Forlì ha disposto una nuova archiviazione del fascicolo per omicidio a carico di ignoti, pur lasciando aperta la possibilità di riavviare le indagini se dovessero emergere elementi nuovi.
Cristina Golinucci è stata dichiarata morta presunta nel 2004, ma per la sua famiglia questa formula non ha mai chiuso davvero la storia. Senza un corpo, senza un responsabile e senza una ricostruzione completa, la sua scomparsa resta una ferita aperta della cronaca italiana: il mistero di una giovane donna uscita di casa per un appuntamento e mai più tornata.